Lo chiamavano Trinità




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Film
Immaginate uno schermo davanti a voi, vecchio e polveroso, con le tende rosse ai lati e in basso posti a sedere fatti di legno duro che di comodo avevano solo il nome: “poltrone”.
Luci spente in sala ed ecco il vecchio proiettore rumoroso che s’accende lanciando il primo fascio di luce su quello schermo bianco, apparentemente statico.
Finalmente si sentono le prime note della sigla, quelle di un prodigioso e fischiettato motivo, anticipando l’immagine di una pistola ed un paio di stivali che strisciano sul terreno arido del deserto, una simpatica faccia di bronzo coperta da un cappello calato sugli occhi, vestiti trasandati e piedi visibilmente sporchi, ed un uomo che sonnecchia e sbadiglia su di una lettiga trainata da un cavallo.
E’ così che comincia l’avventura di un personaggio indimenticabile di nome “Trinità”.
E si, è proprio di “LO CHIAMAVANO TRINITA’” che oggi vogliamo parlare, un film, un cult, che ha cresciuto sicuramente 3 generazioni e che è nei cuori di tutti gli italiani.
Negli anni 70 gli “spaghetti western” erano all’ordine del giorno.
Il nostro western era conosciuto in tutto il mondo e tutti ne volevano prendere parte. Su questa indimenticabile onda cinematografica ecco che nacque un film comico, “Lo chiamavano Trinità” diretto da Enzo Barboni, dove sparatorie e scazzottate ne fanno da padrone.
Naturalmente, questo film non sarebbe diventato così famoso se non fosse stato per la grande interpretazione di una coppia nata per caso e che sarebbe diventata, in seguito la più famosa del cinema italiano:
Bud Spencer e Terence Hill, nel ruolo rispettivamente di “Bambino” e “Trinità”.
La trama del film è estremamente semplice, ed è proprio questo a renderlo del tutto scorrevole.
Naturalmente ciò che risalta è l’ ironia e il voler proteggere l’indifeso, colui che è costretto a sottostare ai soprusi del più forte, del più prepotente.
“Ma non hai uno scopo nella vita? Fai qualcosa… ruba del bestiame… assalta una diligenza… rimettiti a giocare, magari… una volta eri un ottimo baro! Ma fa qualcosa.”
Il fulcro di tutto il film è sicuramente il rapporto contrastante dei due fratelli (Bambino e Trinità) con due modi di affrontare la loro “vita disonesta”.
Uno, ladro di bestiame, che si vanta di questa sua attitudine; l’altro un pigro, sornione e nullafacente, ma abile pistolero e temuto da tutti (la mano destra del diavolo)
Bambino: “Un magazzino devastato, due teste spaccate come zucche al sole, un ferito e un uomo castrato il tutto in due ore, due ore che ti ho lasciato solo! Due ore!”
Trinità: “Beh… non mi avevi chiesto di darti una mano?”
Naturalmente, nonostante il continuo scontro tra i due, vi è anche un continuo incontro fatto di complicità e il desiderio di voler vivere insieme un’avventura ma….solo una, perché due sarebbero troppe!!
Questo film secondo me resta immortale, proprio per la sua semplicità e per la sua comicità, per i personaggi che sanno intrigare dal primo minuto.
Per chi è amante del genere, “Lo chiamavano Trinità”, sa lasciarti una tale nostalgia perché forse film così belli non ne fanno più.
Anche se quella poltrona, fatta di legno duro, era capace di distruggerci l’osso sacro, con Bambino e Trinità non avevamo il coraggio di alzarci fino ai titoli di coda.
Trinità: “Ciao Bambino, spero di rivederti presto.”
Bambino: “Io NO !!!”
Ovviamente il grande successo ha dato seguito a “Continuavano a chiamarlo Trinità”, una nuova avventura che riproporrà in maniera vincente nuovamente sparatorie e scazzottate dei due protagonisti.
Scheda
TITOLO: Lo chiamavano Trinità
CAST: Terence Hill, Bud Spencer, Farley Granger,Elena Pedemonte,Steffen Zacharias
REGIA: Enzo Barboni
SCENEGGIATURA: Enzo Barboni
DATA DI USCITA: 1970
GENERE: western
Citazioni
La mia esposa stava al fiume señor, a lavare… un gringo l’aggredì e la voleva…
e ho corso in suo aiuto… avevo il coltello…
quello mi guarda con gli occhi spalancati e muore…
nel cadere avrà battuto la testa… io gli ho dato solo qualche coltellata…
(Messicano)
È dallo straripamento del Pecos
che non vedevo tanto sudiciume!
(Jonathan) [a Trinità]
Ma perché non ti dai alla vita onesta? Torna a New Orleans dalla mamma…
portale un paio di ragazze e mettiti in affari con lei!
(Bambino ) [a trinità]
Voi gringos siete dei bastardi…
volete le nostre donne e se uno vi dà una coltellata vi offendete.
(Messicano) [ubriaco]
Dialoghi
Trinità: Be’, quando ha detto che nostra madre è una vecchia bagascia…
Bambino: Ma è la verità!
Trinità: Sì, ma non è vecchia!
Tobia: Salve fratelli!
Bambino: Salve! [Poi rivolto a Trinità] Glielo hai detto tu che siamo fratelli?
Trinità: Io? E chi lo conosce?
Tobia: È il Signore che vi manda da noi.
Bambino: No, passavamo di qui per caso.
Trinità: Se mi aiuti a far fuori il maggiore io mi sposo…
Bambino: Giuralo su nostra madre!
Trinità: Che possa bruciare nel bordello con tutte le sue ragazze se dico il falso!
Curiosità
Il piccolo Jess Hill, figlio di Terence Hill, fa il suo debutto sul grande schermo
per pochi secondi alla fine del film
Popularity: 16%

































































27 ottobre 2008
alle 18:38
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Un western simpatico e pieno di ironia. Purtroppo è stato anche l’inizio della fine di un genere. Ciao e complimenti per questo blog! Vi ho già inserito tra i miei link!…