L’Era Glaciale




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Film
In questo spazio fatto di emozioni, riflesse su immagini e personaggi del grande schermo, mi soffermo facendone da spettatore.
Le immagini possono variare, creando emozioni diverse, più o meno intense, a seconda di ciò che vediamo e dello sguardo che dedichiamo ad esse.
E proprio con lo sguardo di un bambino che voglio approcciarmi a questo film di animazione, certamente tenero, divertente e commovente.
La delicatezza dell’ “era glaciale” è proprio la sua semplicità nell’affrontare argomenti che probabilmente un bambino non potrebbe comprendere, ma che potrebbero essere di facile valutazione per noi adulti.
Ma la semplicità del bambino non si perderebbe in inutili commenti sul significato di un film, ma è capace di guardare solo per il gusto di farlo, magari incantato con gli occhi sbarrati perché attento a non voler perdere nemmeno una sequenza.
L”Era Glaciale”, è un intreccio di storie semplici che porteranno lo spettatore a rivalutare i personaggi stessi, i quali sono presi dal loro egoismo comune, la loro esistenza.
La scena iniziale rappresenta questa lunga marcia nel seguire la massa, alla ricerca di un luogo, adatto alla sopravvivenza.
Nonostante la marcia sia numerosa è evidente anche la solitudine che ogni animale vive, in quanto non vi è unione, non vi è carattere, ma solo automatismo nel seguire il gruppo.
Ed è in questo automatismo della massa che la semplicità di un “cucciolo d’uomo” porterà i protagonisti a manifestare la vera personalità e la sensibilità, mettendo in secondo piano la propria sopravvivenza a quella di questo bambino smarrito.
Un mammuth scorbutico e depresso, voglioso solo di essere lasciato in pace, una tigre coi denti a sciabola, inizialmente doppiogiochista e un disarmante bradipo dal carattere ingenuo ed estremamente sensibile sono i protagonisti di questa bellissima storia d’amicizia che si presenterà forte nel corso del film.
E’ proprio nell’amicizia che si evidenzia la forza nascosta in ognuno di noi.
E’ nell’amicizia che alla fine ci si completa.
Oggi tendiamo a vivere la nostra solitudine con orgoglio ostinandoci a pensare che questa può essere la salvezza di ognuno di noi.
E’ sempre più difficile potersi fidare l’uno dell’altra in una società che ci pone sempre di fronte a nuovi compromessi.
Tutto diviene apparentemente complesso e la paura sicuramente si fa sentire, ma dentro di noi c’è sempre quel bisogno enorme di donare nella sua forma più pura amore, solo per avere in cambio il semplice e insostituibile sorriso di un bambino.
Gli intrecci non terminano qui.
Parallelamente ritroviamo il buffo racconto di uno scoiattolo preistorico che in maniera forsennata, a dir poco nevrotica si affanna alla ricerca della sua ghianda, la ghianda perfetta che possa finalmente appagarlo.
Un po’ come nella finzione, così noi siamo sempre in continua ricerca di un qualcosa che possa completarci, possa farci star bene.
Questa ricerca infinità però ci rende ciechi, perché l’affanno non ci permette di godere anche dei piccoli doni che la vita ci riserva, ma ingordi nel volere sempre di più.
Scheda
TITOLO: L’Era Glaciale ( Ice Age )
ANNO: 2002
PAESE: USA
GENERE: Animazione
REGIA: Carlos Saldanha, Chris Wedge
SCENEGGIATURA: Peter Ackerman, Michael Berg, Michael J. Wilson
Citazioni
« Non hai nessuno da andare ad importunare? Amici, parenti, serpenti velenosi? »
(Manfred)
« Non ci sarà sempre Jumbo a proteggerti, e quando verrà il giorno, ti consiglio di guardarti le spalle, perchè te le starò masticando! »
(Diego)
“Tu sei imbarazzante per la natura, lo sai?” (Manny a Sid)
Dialoghi
# Diego: Non sei un esperto nel seguire le tracce, vero?
Sid: Ehi, sono un bradipo, vedo un albero, mangio la foglia, fine della traccia.
# Sid: D’ora in avanti mi dovrete chiamare “Sid, signore delle fiamme”.
Manny: Ehi, “signore delle fiamme”, ti ha preso fuoco la coda.
# Diego: Perché l’hai fatto?
Manny: Perché si fa così in un branco.
Curiosità
Il film presenta diversi anacronismi ed errori, che gli autori giustificano con la licenza artistica. L’errore più vistoso riguarda i dodo, che, diversamente da altri animali, e a differenza di quanto fatto intendere nel film, si sono estinti solo in epoca moderna.
Inoltre gli “umani” del film erano in realtà una specie già estinta.
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14 ottobre 2008
alle 21:35
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Originale il tuo post su questo bel cartoneanimato. Di certo c’è molto di più delle quattro risate che scaturiscono dalla visione di questo film. E tu hai puntato su quelle emozioni più profonde che non tutti colgono, almeno a primo acchito. Brava davvero.