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L’Ultimo Samurai

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Spagna 25 ottobre 2008 avventura, azione, drammatici, film letto 1.589 volte 2 Comments Stampa questo Post Stampa questo Post Invia per Email questo Post Invia per Email questo Post

Film

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Raramente mi è capitato di vedere un film tipicamente americano dove si presta attenzione particolare ad altre culture e dove la poesia e il melodramma si mischiano a battaglie memorabili, riportando alla luce valori ormai dimenticati.
“L’ultimo samurai” è un piccolo capolavoro culturale capace di comunicare,
attraverso la guerra, le fondamentali idee di pace.

I Samurai, nella loro cultura,
oltre ad essere grandi guerrieri sono fermi seguaci di una tradizione antichissima, dove la ricerca di se stessi e l’equilibrio con la propria solitudine ne fanno un principio vitale.

Solo in questo modo Il Samurai diviene superiore alla Sua paura della morte.

Nel film si evidenzia come un uomo del mondo occidentale possa migliorare la propria personalità e il proprio rapporto con se stesso, prendendo spunto dalla filosofia orientale.
Questa porta a vivere la propria vita al massimo, cercando di trovare delle risposte ad alcune domande che noi uomini “moderni” non ci poniamo, impegnati ed avvolti solo dall’obiettivo di possedere ricchezze e potere.
In un dialogo emozionante del film mi colpisce molto la frase:

“Vivi la vita in ogni respiro”.

Trovo che ognuno di noi su quel “respiro” invece ci dorma sopra.
“L’ultimo samurai”
ti fa capire che la vita è solo un film
(per rimanere in tema),
e che noi produciamo; noi siamo i veri attori; noi i veri registi.

Trovo questo film denso di emozioni, e secondo me è tutto riassunto in questa breve ma intensa citazione:

“Il fiore perfetto è una cosa rara, se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata”
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E’ in questo mondo fatto di finzione che si racconta di una dolce storia d’amore, fatta di rispetto e di pace e dove sottolinea, in modo quasi secondario, la ricerca della propria identità, del proprio fiore perfetto, e la realizzazione del proprio destino.

« Tu pensi che un uomo possa cambiare il suo destino?”
“Io penso che un uomo fa ciò che può finché il suo destino si rivela »

E’ proprio in questa rivelazione che vi è la realizzazione ultima del destino dell’ “l’Ultimo Samurai”.
Si lotta per la sopravvivenza delle tradizioni nell’ultima battaglia, affinché quell’Onore in cui si crede non muoia mai…

Dicono che il Giappone sia nato da una spada.
Dicono che gli antichi DEI hanno immerso una lama di corallo nell’oceano e che,
al momento di estrarla,
quattro gocce perfette siano cadute in mare e che quelle gocce siano diventate le isole del Giappone.
Io dico che il Giappone è stato creato da una manciata di uomini,
guerrieri disposti a dare la vita per quella che sembra ormai una parola dimenticata:

ONORE.

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Scheda

TITOLO : L’Ultimo Samurai – The Last Samurai
CAST:Tom Cruise, Ken Watanabe, Shin Koyamada, Tony Goldwyn, Billy Connolly,Masato Harada,Timothy Spall
REGIA: Edward Zwick
SCENEGGIATURA: John Logan, Marshall Herskovitz, Edward Zwick
DATA DI USCITA: 2003
GENERE: avventura, drammatico, storico
PAESE: Usa, Nuova Zelanda, Giappone

Citazioni

Dicono che il Giappone sia nato da una spada. Dicono che gli antichi dei hanno immerso una lama di corallo nell’oceano e che, al momento di estrarla, quattro gocce perfette siano cadute in mare e che quelle gocce siano diventate le isole del Giappone. Io dico che il Giappone è stato creato da una manciata di uomini, guerrieri disposti a dare la vita per quella che sembra ormai una parola dimenticata: ONORE. (Simon Grahm)

Gli occhi della tigre sono come i miei, ma lei ha attraversato un mare profondo e agitato. (Katsumoto)

Tu hai riconquistato il tuo onore. Lascia che muoia col mio. (Katsumoto)

Non vi racconterò di come è morto ma vi racconterò di come è vissuto. (Nathan Algren, riferito a Katsumoto.)

Io morirò ucciso dalla spada. La mia o… quella dei nemici. (Katsumoto)

Il fiore perfetto è una cosa rara. Se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata. (Katsumoto)

C’è una sorta di sollievo nel vuoto del mare. Né passato, né futuro. (Nathan Algren)

E così, il tempo dei samurai era giunto alla fine. E le azioni, come gli uomini, si dice talvolta, hanno un loro destino. Quanto al capitano americano, non se ne ebbe più notizia. Per alcuni è morto per le ferite, per altri, invece, è tornato al suo paese. Ma a me piace pensare che abbia trovato, finalmente, quel poco di pace che tutti cerchiamo, e che solo alcuni, raggiungono. (Simon Graham)

Dialoghi

DIALOGHI

Katsumoto: Tu pensi che un uomo può cambiare il suo destino?
Nathan Algren: Io penso che un uomo fa ciò che può, finché il suo destino non si rivela.

Nathan Algren [riferendosi a Custer]: no, non era un bravo generale, era arrogante e avventato, è stato massacrato perché con un solo battaglione ha affrontato 2000 indiani infuriati
Katsumoto: 2000 indiani?? e quanti uomini per Custer?
Nathan Algren: erano 211
Katsumoto: mi piace questo Generale Custer…

Nathan Algren: Cosa vuoi da me?
Katsumoto: Cosa vuoi tu per te stesso?


Curiosità

Il film descrive e rappresenta eventi storici realmente accaduti anche se ne stravolge la dimensione cronologica.

Nel film viene spesso sottolineata l’inferiorità delle tecnologie belliche dei samurai in confronto alle armi da fuoco degli occidentali rifiutate dai guerrieri giapponesi. In realtà è noto che anche le fazioni di samurai antioccidentali, come quella di Katsumoto, facessero uso di armi da fuoco ed equipaggiamenti moderni così come nel passato dopo che queste tecnologie furono introdotte nell’arcipelago dai primi mercanti europei.



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2 Comments »

  1. Ciao
    lascio questo commento per informarti dello scambio link
    io penso di averlo fatto, non sapevo servisse per aumentare il numero di accesso, passa da me e fammi sapere se ho fatto correttamente, lasciami un mess sulla mia cbox o un comm su una delle mie poesie…

    grazie e a presto

  2. Mi è molto piaciuto questo “L’ultimo samurai” di Edward Zwick
    per la carica coinvolgente che ha saputo dare il regista.

    La storia ricorda alla lontana “Balla coi lupi”: racconta
    che il giovane imperatore del Giappone affida al capitano Nathan Algren il compito di creare e istruire un nuovo esercito di leva che si affianchi ai Samurai, la dinastia di guerrieri che ha consacrato la vita al servizio del paese; presto Nathan si troverà prigioniero di questi ultimi e rimarrà affascinato dalle loro convinzioni.

    La pellicola è tra un’ atmosfera epica ed un “cappa e spada”,
    ma è un chiaro omaggio al filone del “chambara” che sono i Film Giapponesi sui samurai e sono
    l’equivalente dei “Wuxipian” Nipponici.

    Da segnalare, oltre alla buona direzione degli attori,
    le splendide scenografie di Lilly Kilvert con relative location, la
    colorata fotografia di John Toll ed il funzionante montaggio,
    che rendono il tutto una ricostruzione perfetta.

    La sceneggiatura, anche se di spessore, purtroppo si presenta
    a tratti prevedibile, ma riesce ad emozionare
    ed a coinvolgere soprattutto nei combattimenti
    e per la grandissima ed immensa interpretazione di Tom Cruise.

    Una curiosità: nel doppiaggio la voce dell’attore
    Kan Watanabe, che interpreta Katsumoto,
    è di Al Yamanouchi, l’interprete del
    diavolo Yarak in “Joan Lui” di Adriano Celentano.
    A tratti di sembrava di rivederlo questo film.

    In conclusione un buon film, che coniuga
    Oriente e Occidente in un modo
    neanche tanto fastidioso e che ti conquista
    per la passione, a tratti commovente, con cui il protagonista
    cerca di conoscere i Samurai e per la ricostruzione
    magnifica di luoghi e tempi lontani.

    Il mio voto: 7.

    Un saluto a tutti e un bacio alla fondatrice!

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