Old Boy




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Film
“La vendetta è uno dei concetti più sfruttati nelle trame dei film, è un tema
ricorrente, è un sentimento che non ha alcun senso e che non riporta in vita le persone che non ci sono più; ma a volte però è inevitabile.
Pur non avendo senso la vendetta richiede moltissime energie per portare a termine l’azione.
Chi si vendica è consapevole del fatto che la sua vendetta non porterà a nulla,
ma non è capace di fermarsi. Questa inutilità dell’azione, con il dispendio
di energie, è un tema che affascina molto dal punto di vista psicologico.”
Sono queste le parole che ha rilasciato il regista coreano Park Chan-wook nella
presentazione di uno dei film più sconvolgenti degli ultimi anni, forse uno dei pochi,
veri capolavori dei nostri tempi:
Old Boy.
Si tratta di un film straziante, sadico, violento dove idee profonde e antiche riecheggiano nella sequenza delle scene, mettendo in risalto un enigma che piano piano si svela ma senza prevedibilità e banalità.
La scoperta però non porta a una conclusione ma un altro quesito e quando la matassa si scioglie sorge una nuova tragedia, mettendo a dura prova il protagonista principale affinché possa meditare su la sua perversa ossessione di vendetta.
Una vendetta che crea dolore a tanti ma che alla fine non risarcisce nessuno, lasciando il posto invece a gravi sensi di colpa.
Dopo questa introduzione, intuirete che stò parlando di un film un pò fuori dal comune ; inizia con un ritmo lento, a tratti noioso, tipico dei film giapponesi.
Old Boy si rappresenta con scene di difficile interpretazione che solo durante lo scorrere delle sequenze riesce a catapultarti in un turbinio di emozioni forti che ti fanno sentire vicino al protagonista:
una persona qualunque coinvolto in qualcosa di tanto grande quanto inaspettato.
Una storia, questa, che inizia con il rapimento di un uomo (Dae-su ) il quale, senza un’apparente,
motivazione viene segregato in una camera per 15 lunghi anni e poi all’improvviso rilasciato. Questa inaspettata libertà porta Dae-su a formularsi delle domande che inevitabilmente diventano insite in ognuno di noi:
PERCHé??
Perché è stato rapito e cosa farà una volta libero???
C’è solo una risposta:
cercherà VENDETTA!
In questo modo di immedesimarmi nel personaggio, mi sono ritrovata a seguire il viaggio cruento di questo uomo mediocre che la prigionia è riuscito a trasformare in uno spirito guerriero,
pronto a tutto pur di raggiungere il proprio scopo.
Ed è propria questa , secondo me la forza di “Old Boy” :
la capacità di coinvolgere fino al punto di sentirsi vicini al protagonista e condividerne la frustrazione,
la rabbia e l’amore disperato che ha nei confronti di una ragazza molto più giovane di lui,
conosciuta appena uscito di prigione.
Un film decisamente crudo e violento dove gli ingredienti come l’ira, il dolore
e soprattutto il desiderio di proteggere Mi-do, danno rilievo ad una traccia carica di suspance riuscendo a mettere in luce filosofie di vita che fanno parte di un mondo orientale dove la forza di andare avanti la si trova ricorrendo a metodi come l’ipnosi.
La trama è dunque ricca di azione e di scene raccapriccianti che nonostante tutto riescono a tenerti incollato alla poltrona fino al finale del film che è a dir poco sorprendente;
un vero e proprio colpo di scena dove la rivelazione di tutti gli enigmi, unita alla bellezza della visione, lasciano impressi in ognuno di noi sentimenti contrastanti, tanto che mi viene spontaneo
aggiungere che OLD BOY è davvero uno di quei film capace di farsi strada a “martellate” nei cuori di ogni spettatore.
Scheda
TITOLO: Old Boy (Oldboy)
CAST: Hye-jeong Kang – Ji-tae Yu – Min-Sik Choi
REGIA:Park Chan-wook
SCENEGGIATURA: Park Chan-wook
DATA DI USCITA: Venerdì 6 Maggio 2005
GENERE: Thriller
NAZIONE: Corea del Sud
Citazioni
“Ridi e il mondo riderà con te, piangi e piangerai da solo”
“Non ti devi chiedere perché mi ha imprigionato?, ma perché mi ha liberato?” – Woo-jin, il “cattivo”;
“Sia un granello di sabbia che una roccia nell’acqua affondano allo stesso modo” – Dae-su, il protagonista.
* Non è che vada molto meglio, vivo solo in una prigione più grande. (Oh Dae-su)
* Dicono che la gente si spaventa soprattutto per colpa dell’immaginazione, perciò non immaginare è molto meglio: sarai più coraggioso di una tigre. (Park Cheol-woong)
* Non pensare al futuro. Non pensare a niente. (Oh Dae-su)
* Non può finire così, la vendetta fa parte di me. (Oh Dae-su)
* Sebbene io sappia di essere peggio di una bestia, non crede che abbia anch’io il diritto di vivere? (Oh Dae-su)
Curiosità
Quentin Tarantino, presidente della giuria del Festival di Cannes del 2004, ha definito Old Boy come «il film che avrei voluto fare».
Seung-Hui Cho, autore del massacro al Virginia Polytechnic Institute dell’aprile 2007, si è ritratto in alcune foto con un martello in mano
come il protagonista del film. Il giovane ha ucciso trentatré persone della sua università sparando loro in viso.
I video nei quali è mostrato armato e nella posa sopra descritta furono inviati alla rete televisiva Nbc in formato dvd.
In seguito si è suicidato. Nei video si rivolge alle sue vittime in questo modo:
“edonisti e ricchi, dediti a vodka, cognac, Mercedes e collane dorate”,
“avete saccheggiato il mio cuore, violentato la mia anima, torturato la mia coscienza,
pensavate che fossi un ragazzo patetico da estinguere,
ma grazie a voi muoio come Gesù Cristo per ispirare generazioni di deboli e senza difesa”
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30 ottobre 2008
alle 15:43
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uno dei thriller piu’ belli che abbia mai visto.
A parte la lentezza iniziale, poi vieni preso dalla trama fitta, e quando pensi di avere capito il “perchè” e il “per come” degli eventi, ogni 5 minuti hai un colpo di scena che non ti aspettavi un’evoluzione della storia che conduce alla vendetta finale.
Un film fuori dagli schemi.
Per gli amanti del thriller da non perdere.