V for Vendetta




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Film
“Il popolo non dovrebbe avere paura del proprio governo. E’ il governo che dovrebbe avere paura del popolo”.
E’ questa la chiave di lettura di un film che chiaramente mette in evidenza ciò che è il reale significato di oppressione e libertà in una società dove il terrore ne fa da padrone.
V for Vendetta, tratto da un fumetto nel 1988 della D Comics ne è diventato in seguito un evento cinematografico di tutto rispetto.
Ciò che rende straordinario questo film è l’attualità negli eventi.
Un uomo, vittima di manovre politiche di una Inghilterra dittatoriale, decide di vendicarsi “del proprio creatore”, che ne ha fatto un mostro a seguito di esperimenti batteriologici.
E’ proprio la Vendetta che lo spinge a vivere in piena anarchia, combattendo il terrore con il terrore.
“Terrore”, termine che sentiamo spesso in questi ultimi anni, ci ha oramai portati all’apatia più profonda.
Abbiamo paura di tutto, abbiamo paura della verità, lasciando che altri vivano la nostra vita, perché è questo che il terrore porta.
Siamo seduti sulle nostre belle poltrone rosse, a fissar uno schermo illuminato, inebetiti da esso e dalle informazioni distorte che spesso ci vengono propinate.
“Il nostro compito è riferire le notizie, non fabbricarle, quello è compito del governo”
Siamo soddisfatti di questo? Ponendoci questa domanda spesso ci rispondiamo con un retorico:
“ma noi che possiamo fare?”
e dopo pochi secondi eccoci nuovamente li, sulle nostre comode poltrone, con un telecomando in mano a cambiar immagini alla nostra vita.
Vi’, il protagonista, può essere definito un “eroe non eroe” , simbolo e creatura della tirannia che combatte, per morire con essa.
La sua vendetta e la ricerca della fine, simboleggia il termine di un’era, per dar spazio a qualcosa di nuovo, di democratico.
“..Sono gli uomini che conferiscono poteri ai simboli. Da solo un simbolo è privo di significato, ma con un bel numero di persone alle spalle far saltare un palazzo può cambiare il mondo”
Abbiamo sempre bisogno di simboli, di punti di riferimento per poter conquistare la nostra liberà, e ciò che spaventa è proprio che senza di essa non siamo spronati ad una unione spontanea.
Ciò che alla fine mi fa pensare è che senza simboli riprendiamo a giocare con il nostro telecomando mentre altri decideranno del nostri futuro.
Scheda
TITOLO: V for Vendetta
CAST: Natalie Portman, Hugo Weaving, Stephen Rea, John Hurt, Stephen Fry, Rupert Graves, Tim Pigott-smith, John Standing, Natasha Wightman, Cosima Shaw
REGIA: James McTeigue
SCENEGGIATURA: Andy Wachowski, Larry Wachowski
DATA DI USCITA: 2005
GENERE: azione, drammatico, thriller, fantascienza
Citazioni
Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni.
V (Hugo Weaving)
Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è.
V (Hugo Weaving)
Mio padre mi diceva che gli scrittori dicono le bugie per rivelare la verità mentre i politici le utilizzano per nasconderla.
Evey Hammond (Natalie Portman)
Io, come Dio, non gioco a dadi e non credo alle coincidenze.
V (Hugo Weaving)
Dialoghi
Dialoghi
Evey: Tu pensi che far saltare in aria il parlamento renderà migliore questo paese?
V: Non vi sono certezze, solo opportunità.
Evey: Beh, puoi essere certo che Creedy incappuccerà chiunque si presenti, dal primo all’ultimo.
V: I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero avere paura dei popoli.
Evey: E tu vuoi che questo accada facendo esplodere un palazzo?
V: Il palazzo è un simbolo, come lo è l’atto di distruggerlo. Sono gli uomini che conferiscono potere ai simboli. Da solo un simbolo è privo di significato, ma con un bel numero di persone alle spalle far saltare un palazzo può cambiare il mondo.
Curiosità
Natalie Portman fu scelta per il ruolo di Evey scavalcando Scarlett Johansson e Bryce Dallas Howard
Il film fu dedicato ad Adrian Biddle morto di attacco di cuore il 7 Dicembre 2005
Il nome Evey è pronunciato EV, con la E che è la quinta lettera dell’alfabeto e V che in latino signifi 5
Natalie Portman lavorò con Barbara Berkery, la dialettologa che aiutà Gwyneth Paltrow a perfezionare il proprio accento inglese.
La scena del domino coinvolse 22.000 domini, fu assemblato da assemblatori professionisti del domino e ci vollero 200 ore di lavoro.
Nell’originale fumentto il nome del leader non era Sutler ma Adam Susan
Secondo gli archivi della polizia, il virus St Marys cominciò il 13 Maggio 2006
La musica che accompagna l’esplosione all’inizio del film e Tchaikovsky, 1812 introduzione
Popularity: 9%


































































17 ottobre 2008
alle 02:26
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Questo è un grandissimo film, davvero.