Marilyn Monroe




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Personaggio
MARILYN MONROE : LA FRAGILITA’ DI UN MITO
Bella e seducente,
ammirata come una Dea,
ma fondamentalmente sola, considerata solo un corpo bellissimo,
vera icona assoluta di sensualità,
benchè non perfetta, non era solo un corpo.
Lontana dai clamori e dalle luci, celata nell’ombra, tenera, fragile e smarrita, ma critica e consapevole,
Marilyn aveva scritto dei versi, forse per ritrovarsi.
La solitudine impostale dal gioco delle parti,
L’ESSERE e L’APPARIRE,
la consapevolezza di essere una donna sdoppiata,
la morte,
sono questi i temi che si ritrovano nelle sue poesie,
molto tristi, alcune molto belle, scritte di nascosto,
s’ignora quando, forse nelle lunghe ore notturne trascorse insonni lottando contro le insicurezze, i dubbi, le paure, le ansie e le nevrosi,
tenute ben nascoste nei cassetti, come lacrime inghiottite.
Le sue poesie ci raccontano la sua storia,

sono riflessioni sulla sua vita di diva ben truccata, dai capelli platinati, esposta alla mondanità, donna altra da sé;
ci raccontano l’amara solitudine della sua anima, che tutti intorno si ostinavano ad ignorarle;
ci raccontano la sua consapevolezza d’essere intrappolata in un destino dal quale non aveva scampo.
Costanti nei suoi versi la percezione di se stessa come fantoccio
ed i cupi presagi di morte che,
in quella fatidica notte, in modi e circostanze ancora misteriosi,
giunse a strapparla alla vita,
sottraendola al mondo e consegnandola per sempre
al MITO.
Di tanto in tanto faccio delle rime ma non prendetevela con me.
All’inferno, so benissimo che non si vende;
quel che voglio dire è quel che ho in testa.
Dipingere i piatti dipingere i desideri
con i pensieri che volano via prima che muoia e pensare con l’inchiostro.
Quel che ho dentro nessuno lo vede ho pensieri bellissimi che pesano come una lapide.
Vi supplico, fatemi parlare!Sono orribile ma datemi tempo mi truccherò la faccia
ci metterò sopra qualcosa di splendente e sarò di nuovo
Marilyn Monroe.
Trentacinque anni vissuti con un corpo estraneo
trentacinque anni con i capelli tinti
trentacinque anni con un fantoccio.
Ma io non sono Marilyn …
io sono Norma Jean Baker
perchè la mia anima vi fa orrore come gli occhi delle rane sull’ orlo dei fossi?
Non piangere bambola mia ora ti prendo e ti cullo nel sonno…
Aiuto, aiuto, aiuto,sento la vita avvicinarsi
mentre tutto quello che voglio è morire.
(Morirei se potessi)
Come son belli quegli uccelli che volano.
Perchè li uccidono?
Un uccello non ha scampo quando vola.
È crudele uccidere chi non ha scampo.
Il mio involucro invecchia ma io… devo ancora nascere.
_ Marilyn Monroe._
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21 ottobre 2008
alle 15:27
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cara spagna,come puoi leggere dal post che abbiamo in comune su marilyn, anch’io sono d’accordo con te sulla sua sensualità!
riguardo al tuo nuovo blog,sono sicura che sarai capace di stupirci,farci sorridere e riflettere come hai fatto fino ad ora!e poi l’argomento principale del blog è mooolto interessante!baci baci e buon divertimento a